Nel luglio 2020 la UE ha risposto agli effetti devastanti della pandemia Covid-19 rompendo vecchi tabù: i governi hanno concordato di emettere debito comunitario in una scala mai sperimentata nella storia europea, 750 miliardi. Uno sforzo enorme di solidarietà, di politica fiscale ed economica comune, per evitare che una crisi originata dall’esterno aggravi le già profonde divergenze tra le economie, e rischi di destrutturare il mercato unico, di indebolire irreversibilmente anche i Paesi forti, e di arrestare il processo di integrazione europea già messo in dubbio dalla Brexit. Si tratta di una svolta determinante, resa possibile dalla maggiore consapevolezza della posta in gioco, specie in Germania, che indica come dopo anni di sbornia populista e nazionalista l’Europa non sia il problema bensì la soluzione. L’accordo ha molte luci e diverse ombre, e potrà essere un “nuovo inizio” per la UE così come una forzatura politica congiunturale, giustificata solo dall’emergenza.
EAN
9788832902037
Data pubblicazione
2020 11 30
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
208
Larghezza (mm)
152
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
185
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Doppia partita. Europa e Italia dopo il Covid-19: occasioni e limiti della risposta alla grande crisi—