Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Essere banale è il pericolo che, nel mondo contemporaneo, ogni singolo essere umano teme di correre. Si innesca così un movimento di liberazione dall’ordinario che ha l’obiettivo di rendere ognuno eccezionale. Questa libertà, nell’era digitale, nasconde tuttavia il rischio dell’omologazione – condizione nella quale tutti diventano copie replicanti e perdono il senso di appartenenza alla comunità. Per stare insieme ed essere veramente liberi bisogna allora ripensare l’effimera pretesa di essere unici e accettare di essere tutti, almeno un po’, almeno a volte, banali. L’elogio della banalità è quindi, in qualche modo, un elogio della comunità.
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