Silloge di esordio essenziale, inquieta e nostalgica. La poetessa dichiara fin dai primi versi il suo amore per la Natura, l’appassionato sguardo al paesaggio su cui riversa e proietta il proprio stato d’animo in una sorta di panismo ingenuo e seducente. Anela alla serenità, alla trasparenza dei sensi e al contempo soffre un amore che le impregna l’anima e il cuore e da cui non sa fuggire. O non vuole. Abbracciata a questo amore che non si sofferma prende atto della transitorietà d’affetto con un’eleganza emozionale spiazzante. E ancora, la Poetessa osserva disincantata ma mai rassegnata l’umanità che la circonda, ne vede gli spigoli più biechi e sente sé stessa tuffarsi nell’abisso della solitudine consapevole però che l’epifania è già scolorata. Maria Cristiana Di Prospero danza sulle sue afflizioni con la lievità di chi riesce a illuminare il buio affidandosi a una parola dopo l’altra ricombinandole più per la loro intrinseca musicalità che per il loro significato contestuale. Proprio per questo talvolta le sue liriche appaiono incompiute, perché c’è sempre un qualcosa oltre e altrove da inseguire, fosse solo un’eclissi luminosa e melanconicamente irresistibile.
EAN
9788832920789
Data pubblicazione
2017 09 30
Lingua
ita
Pagine
64
Tipologia
Libro
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