Leggenda vuole che una sera mentre Ernest Hemingway è al bar con gli amici scommetta di riuscire a scrivere una storia (bella) in sei parole e ovviamente vinca con la famigerata “For sale, Baby shoes, Never worn”. Difficile imbattersi in una storia, perché di storia si tratta, più triste di questa qui. È spiacevole, perché alle leggende ci si affeziona subito, ma pare proprio che questa storia sia frutto della fantasia di un agente letterario, Peter Miller che l’ha pubblicata in un libro uscito nel 1991. Certo, resta una bella storia, ma è una bella storia falsa. Che tuttavia continua a essere utilizzata, citata, copiata: nel corso degli anni sono stati lanciati diversi contest nel tentativo di creare qualcosa di simile e ugualmente forte, sempre in sei parole così come in centoquaranta caratteri poi portati a duecentottanta. Le storie brevi (e belle) piacciono ai lettori anche a quelli più attratti dai social che dalla carta stampata. Non caratteri ma parole, duecentottanta, il limite in cui Giovanni Renella circoscrive i suoi racconti e descrive la realtà osservandola da una differente angolazione. Gli insoliti protagonisti delle sue storie, siano essi persone o oggetti, si muovono inseguendo trame che schiudono al lettore appunto una prospettiva di osservazione alternativa, curiosa e insolita. E solo nelle ultimissime righe rivelano l’identità dei protagonisti o un epilogo inatteso. L’invito dello scrittore, permeato di garbata ironia, è quello di guardare agli accadimenti e alle cose da un altro punto di vista. Quella che noi consideriamo, infatti, realtà effettuale, si dimostra ingannevole nelle premesse e l’effetto sliding doors è dietro l’angolo.
EAN
9788832923926
Data pubblicazione
2019 03 30
Lingua
ita
Pagine
48
Tipologia
Libro
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