Che si parli di banali virus, di maldestri tentativi di phishing o di veri e propri cyberattacchi, oggi la parola «hacker» mette in allarme chiunque possieda o utilizzi un dispositivo tecnologico connesso a internet. Eppure, quando ha iniziato a diffondersi nel linguaggio comune, il termine aveva una connotazione ben diversa: definiva infatti un individuo specializzato nella programmazione informatica e determinato a perseguire il libero accesso all'informazione, sulla scia di una cultura promossa, a partire dagli anni Sessanta, da un gruppo di studenti del Massachusetts Institute of Technology. In quale momento, dunque, gli hacker si sono tramutati in criminali informatici, il cui unico scopo è danneggiare il sistema? Raccontando le storie di alcuni autentici geni dell'hacking (da Steve Wozniak a Richard Stallman), ma anche le vicende di delinquenti spregiudicati e interessati solo ad arricchirsi (da Alexandre Cazes a Vladimir Levin), Alessandro Curioni tenta di rispondere a questa domanda, facendo chiarezza sulle ragioni per cui la figura dell'hacker è oggi associata esclusivamente al furto di identità e alla violazione della sicurezza e della privacy.
EAN
9788832965957
Data pubblicazione
2024 11 12
Lingua
ita
Pagine
144
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
225
Larghezza (mm)
152
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
230
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