Dante aveva dichiarato che la sua opera era rivolta a “coloro che, esclusi dalla cultura latina, non vogliono restare esclusi dalla scienza”; alle persone colte, ma anche a coloro che lo erano meno. Ma di quali strumenti lo stesso Dante aveva dotato il suo capolavoro per renderlo comprensibile ai molti? Quello più efficace, oltre naturalmente a quello dell’uso della nuova lingua volgare, è quello dell’uso delle figure retoriche, specialmente similitudini e metafore. Rileggendo “sanza alcun sospetto” la Commedia, cioè senza alcuna intenzione di scrivere qualcosa intorno ad essa, ma solo per il piacere di ritornare alla sua poesia, l’autrice riscopre di quale immensa ricchezza interpretativa fosse dotata di per sé l’opera di Dante e come fosse riposante ed appagante lasciarsi condurre dalla bellezza dei suoi versi, magari con qualche o più manchevolezza di comprensione, ma con tanto più piacere intellettuale ed estetico. Per la prima volta, nel panorama letterario riguardante il sommo poeta, l’autrice avvia uno studio sistematico delle similitudini nel contesto dell’opera, lette come strumento di comprensione privilegiato.
EAN
9788833002552
Data pubblicazione
2021 09 30
Lingua
ita
Pagine
162
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
150
Larghezza (mm)
211
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
204
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Il Filo di Arianna. Le similitudini della Divina Commedia di canto in canto. Vol. 1: Inferno—