Ma che razza di società vogliamo? Da una parte c’è il piano rigido proprio di una società preordinata secondo schemi astratti che dalle rilevazioni sul campo esigono solo una conferma. Dall’altra c’è il piano aperto, flessibile, sottoposto alla verifica della realtà e ricreato costantemente dall’azione reciproca fra gli esseri umani e l’ambiente. A partire da questa visione, Doglio elabora una critica pungente della cultura disciplinare ufficiale, cogliendo con grande lungimiranza la crucialità di tematiche che di fatto verranno affrontate solo alcuni decenni dopo: la necessaria interazione fra interessi plurali e spesso divergenti; la dimensione deliberativa come confronto argomentativo fra voci diverse; la possibilità di apprendimento tramite negoziati o argomentazioni. La società che emerge da questa visione richiama quella che in alcune città medievali, e poi nel flusso dei moti rivoluzionari, si configurò in modo spontaneo, senza la necessità di un piano preconcetto imposto dall’alto: una società aperta e viva, in cui il sociale è l’elemento che unisce gli abitanti, in una continua e creativa partecipazione di ognuno all’opera comune.
EAN
9788833021331
Data pubblicazione
2021 11 11
Lingua
ita
Pagine
200
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
126
Larghezza (mm)
193
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
230
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