Nel 1768, mentre massicci contingenti dell’armata d’Oltralpe giungevano in Corsica, un plico anonimo pervenuto alla segreteria vicereale sabauda svelò un progetto di sovversione volto ad assecondare lo sbarco dei francesi in Sardegna. Da immediati arresti e segreti interrogatori non emerse alcuna trama di sedizione. Risultò chiaro invece che dietro le accuse c’era un duro scontro tra fazioni. Scompaginate le grandi bande armate, la sfida di gentiluomini e notabili per il prestigio e il potere in seno alle comunità rurali era infatti tutt’altro che cessata e implicava ancora conflitti e inimicizie, ma accanto alla violenza fisica si era fatto strada il ricorso al viceré per screditare l’avversario e rivelarne l’inabilità agli uffici. A fare la differenza con i partiti in lotta nei decenni precedenti fu proprio l’uso spregiudicato e diffamatorio della scrittura, che permetteva al mittente di mascherarsi dietro l’anonimato o il nome altrui e di indirizzare gli apparati repressivi di governo contro il proprio avversario.
EAN
9788833132600
Data pubblicazione
2020 01 23
Lingua
ita
Pagine
253
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
216
Larghezza (mm)
154
Spessore (mm)
19
Peso (gr)
390
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Bande, fazioni, trame. La nobiltà rurale tra violenza e giustizia nella Sardegna del Settecento—