Nel corso del Trecento, le immagini diventano sempre più parte integrante del discorso politico e dell’azione pubblica, con una capacità di impatto visivo senza precedenti. Sulle facciate delle piazze urbane, in palazzi comunali, in chiese o conventi, in edifici di arti e confraternite, le pitture acquisiscono un potere enorme, “interagendo” con riunioni, rituali o cerimonie e raffigurando una realtà in cui i vari gruppi sociali potevano riconoscersi. Un fenomeno tanto complesso solleva questioni di vasta portata. In che modo le immagini raffigurarono argomenti politici teorici e astratti, questioni di giurisdizione, affari di governo, restando al contempo fedeli al nuovo paradigma “realistico” di Giotto? E quale importanza ebbe il postulato della “bellezza” e del valore estetico, sempre più richiesto dall’élite di committenti ricchi e politicamente potenti? In questo saggio sull’efficacia politica delle immagini e il loro significato costitutivo per l’immaginazione sociale nell’età di Giotto e Dante, Klaus Krüger svela al lettore un affascinante palcoscenico, centrale nella storia dell’arte italiana alla vigilia del Rinascimento.
EAN
9788833133195
Data pubblicazione
2021 01 14
Lingua
ita
Pagine
128
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
153
Larghezza (mm)
217
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
240
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La politica dell’evidenza nel Trecento fiorentino. Pittura e immaginario pubblico—