Questo studio propone alcune idee per una teoria critica della comunicazione, a partire dalla ridefinizione dell’importanza del gesto fenomenologico. “Il gesto non è un ftto semplicemente fisico e corporeo e non va ridotto a una possibilità del corpo” - come dirà W. Benjamin - ma è una possibilità dello spirito e dell’essere. Il gesto raccoglie tutto ciò che non siamo ancora in grado di esprimere attraverso l’azione e la capacità mimetica del linguaggio. Il gesto, come ascolto di una espressione latente e di un voler-dire come bedeuten: “i gesti non vogliono dire che non nella misura in cui li si sa ascoltare”. Se l’apparire del segno apre alla comunicazione delle coscienze, la visione del gesto apre alla comunicazione delle sub-coscienze. Infatti le espressioni non sono solo segni che dicono qualcosa, ma sono segni che aprono a un voler-dire, a un voler-vedere e a un voler-essere intenzionali. Cogliere la dimensione intenzionale della comunicazione significa “cogliere quella Voce fenomenologica che affonda nella vita solitaria dell’anima”, come dirà J. Derrida...
EAN
9788833290188
Data pubblicazione
2018 02 22
Lingua
ita
Pagine
504
Tipologia
Libro in brossura
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La comunicazione possibile. Idee per una fenomenologia della comunicazione, fra modello e istanze. Vol. 2: La traccia e il fenomeno—