Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Tra i più recenti esiti della ricerca e della creatività di Beppe Piano vi è il recupero della memoria di uno dei drammi crudeli avvenuti nel XX secolo in Italia: la deportazione nei campi di sterminio nazisti della comunità ebraica di Roma. Tradurre in immagini, comunicare l'orrore e lo sdegno ma anche quella già denunciata “banalità del male” con una capacità di coinvolgimento che non deve essere solo emozionale, anzi deve essere l'innesco per una riflessione e responsabilizzazione come avvio a costruire consapevolezza, non è un'operazione facile.
Dentro trovi soprattutto paura, soprannaturale e angoscia crescente.
Può funzionare bene per chi ama i brividi e lettori horror, con un tono illustrato e facile e un approccio facile.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.