La parola paesaggio – la parola che descrive un paesaggio, ma che anche lo interroga, lo metabolizza o lo (ri)crea – è il processo semiotico attraverso cui uno spazio fisico transita in una rappresentazione letteraria. La storia di un paesaggio fatto di parole, un approccio stratigrafico alle varie rappresentazioni che nel tempo sono state date di un determinato territorio, può insegnarci che non esiste una sola cultura legata ai luoghi, e dunque un unico modo di osservarli e rappresentarli. Esiste invece una pluralità di prospettive, a volte sovrapponibili, a volte contraddittorie, che sta a noi trasformare non in roccaforti per la propaganda di arroganti mitografie identitarie ma in presidi di civiltà, in avamposti ospitali per un progetto culturale dialogico e inclusivo. A partire da queste considerazioni, il libro si sofferma su dieci scrittori – Luigi Corvaglia, Vittorio Bodini, Rina Durante, Nicola G. De Donno, Giacinto Spagnoletti, Angelo Lippo, Pasquale Pinto, Antonio L. Verri, Antonio Prete, Carmelo Bene – che nel corso del Novecento e oltre si sono confrontati, almeno in alcune delle loro opere più rappresentative, con un territorio ben delimitato: il Finisterre.
EAN
9788833292298
Data pubblicazione
2025 03 21
Lingua
ita
Pagine
240
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
192
Larghezza (mm)
138
Spessore (mm)
14
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