L’altezza del profondo è un punto metafisico, sospeso e mai esistito, tra la dimensione della materia e quella dello spirito. Ogni poesia è un’aurora del pensiero, che contiene simultaneamente l’oscurità e la luce, l’abisso e lo splendore, il tempo e l’eterno. Come si comprende dall’introduzione, è il centro in cui gli opposti di tenebra e luminescenza divengono penombra, forse transeunte, forse immutabile; ora che dal diafano chiarore del dire poetico, la poesia, nella sua automanifestazione si eclissa nell’io del poeta e quest’ultimo, per via di una dinamica inspiegabile, si abbandona in essa. Così, nel chiaroscuro del giardino, l’ente è ciò che è presente ed anche assente, ciò che diviene e non diviene: il suo dileguarsi è il suo apparire. Nella compresenza in cui ogni forma, si ritira nei versi della poesia e si rivela all’evocazione magica della parola. Nel giardino, poesia e poeta rispecchiano il proprio volto in una superficie immacolata. Si riposano dal viaggio; consci della sua ripresa e dell’esperienza del sentiero. Consapevoli di un’inquietudine esistenziale e di una sindèresi spirituale.
EAN
9788833292663
Data pubblicazione
2025 07 14
Lingua
ita
Pagine
168
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
1
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