L'estate di due ragazzine di dieci anni in un barrio del nord di Tenerife, a pochi chilometri eppure lontanissimo dalle spiagge turistiche, con l'unica strada che si inerpica verso il vulcano e, nel cielo, un'eterna cappa di basse nuvole grigie, la pancia d'asino. Diversi sono i motivi per cui il romanzo d'esordio di Andrea Abreu è parso, al pubblico che ne ha decretato il successo imprevisto, un libro davvero nuovo, di rara e convincente originalità. C'è la lingua, una miscela efficacissima di espressioni tipiche del dialetto delle Canarie e di lessico familiare, qui resa magistralmente da Ilide Carmignani. E l'ambientazione: l'isola «reale», distante da ogni stereotipo vacanziero, un mondo antico e separato, dominato da anziane matrone che dirigono le vite dei bambini, con la generazione di mezzo risucchiata dal lavoro «al Sud», fra gli hotel e i cantieri. E soprattutto la storia di un'amicizia nel passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza. Il legame tra l'anonima narratrice e Isora, più grande, più forte, inquieta tiranna dal fascino irresistibile, è raccontato con una potenza inusitata, senza pudori, con una capacità di farci (ri)vivere avventure e sensazioni di un momento fondamentale della vita che trova pochi paragoni nella letteratura di oggi.
EAN
9788833316154
Data pubblicazione
2021 10 07
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
139
Larghezza (mm)
211
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
180
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