Nella prassi esecutiva odierna l’utilizzo, la storia e persino l’esistenza di accordature diverse da quella ordinaria nella musica ‘colta’ sono quasi completamente sconosciuti. Molti violinisti dei nostri tempi non ne hanno mai sentito parlare, mentre per altri risulta una pratica estremamente artificiosa e senza dubbio desueta, nonostante ne abbiano fatto uso, anche in epoche più recenti, compositori come Paganini, Mahler, Stravinsky, Bartók, Kodály. Ci fu, invece, un momento nella storia, all’epoca dello sviluppo della scrittura idiomatica per il violino in cui l’utilizzo di accordature non convenzionali acquisì in vari paesi europei la dignità di vera e propria arte, permettendo di mettere alla luce, portandole fino alle estreme possibilità, tutte le caratteristiche timbriche, tecniche e polifoniche degli strumenti ad arco. Un rapido excursus storico sulle origini e sul significato del termine, ma anche sul suo utilizzo in vari paesi europei, in particolare in area tedesca, fino al XVIII secolo. Infine brevi istruzioni per l’uso e considerazioni pratiche per gli strumentisti che volessero sperimentarla in tempi moderni.
EAN
9788833403397
Data pubblicazione
2022 01 01
Lingua
ita
Pagine
48
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
166
Larghezza (mm)
120
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Armonie artificiose. L’arte della scordatura dalle origini al XVIII secolo—