L’esposizione nasce dal nucleo di venti dipinti di Maria Petroni donati alla Fondazione dal nipote Giovanni Barducci con gesto liberale nel 2022. Pittrice inquieta e tormentata fu, negli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta del secolo scorso, tra gli esponenti borderline – con tratti personali di sofferta originalità e di indipendenza – del cosiddetto “ultimo naturalismo”, il movimento illustrato dalla penna ispirata e dalla passione critica di Francesco Arcangeli. La donazione e la manifestazione che questa pubblicazione accompagna rimettono l’artista nella giusta luce, riscattandola dall’oblio in cui è caduta dopo la mostra antologica organizzata dal Comune di Bologna nel 1980, a tre anni dalla scomparsa. Il catalogo, con saggi critici di Angelo Mazza, Mirko Nottoli e Benedetta Basevi ripercorre le varie fasi della vita e della attività della artista sottolineando le tematiche e le prospettive affrontate. Le opere, suddivise fra dipinti, disegni e poesie visive e riprodotte a colori in grande formato costituiscono un imporatante repertorio di conoscenza dell’attività della artista.
EAN
9788833405346
Data pubblicazione
2025 01 01
Lingua
ita
Pagine
120
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
215
Larghezza (mm)
220
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«Io che ero una rondine». L'informale di Maria Petroni (1921-1977)—