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Circa 1185 a.C. Un profugo ittita sbarca sull’isola d’Ischia dopo essere scampato a una violenta tempesta. Un’eruzione del vulcano Epomeo sotterrerà i suoi sogni oltre a un prezioso pugnale. Fine dicembre 1908. Pochi giorni dopo il terremoto di Messina, il manufatto viene trovato da un ragazzino che, in futuro, diventerà uno dei tombaroli più attivi sull’isola e lascerà in eredità i tesori dissepolti. Tempi attuali. Catello Iodice, nipote del tombarolo, celibe, pescatore di frodo e accanito scommettitore, per sanare i debiti di gioco mette in vendita i tesori del nonno.
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