Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Da una parte un conte misterioso, divorato dall’ansia di conoscere se stesso; dall’altra un facoltoso ebreo, a caccia di donne sempre più belle. Da una parte il Novecento, con le sue speranze e le sue illusioni; dall’altra il nuovo millennio, disfattista e rapidissimo. Nel mezzo, un libro incomprensibile. "Secondo viaggio in Argentina" è un gioco di specchi, un continuo rimbalzo di prospettiva che converge inevitabilmente sul Novecento. E ci dà l’impressione che, molto spesso, uomini di epoche diverse possano essere incredibilmente simili, quasi fratelli, nel fatalismo verso il mondo.
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