Il tormentato itinerario religioso di Carlo Coccioli, attraverso il cattolicesimo, l’ebraismo e l’induismo, è la linea sottile che corre nelle pagine di questo monologo narrativo, scandito in versetti: autobiografia spirituale, che è a un tempo rivisitazione delle «care memorie» familiari sullo sfondo della megalopoli messicana, dove lo scrittore visse per decenni. La casa di Tacubaya è il centro degli Hare Krishna a Città del Messico, a cui il protagonista approda dopo aver letto un opuscolo che un gruppo di ragazzi con la testa rapata e le vesti color zafferano gli hanno venduto all’angolo di una strada. E qui, finalmente, trova la risposta a una domanda che lo ha accompagnato angosciosamente nella sua «cerca»: come si può conciliare il dolore che colpisce anche esseri innocenti con l’infinita bontà di Dio? In una scrittura concitata, che accumula autoanalisi e meditazione, riflessione teologica e illuminazione mistica, cronaca quotidiana e rievocazione del tempo ritrovato, Coccioli tenta disperatamente di penetrare nei territori del Mistero, coniugando Oriente e Occidente, monoteismo e «politeismo», abbracciando i raggi della Grande Ruota, che convergono tutti nel centro immobile e unificante. Sicché "La casa di Tacubaya", che non ha riscontro in altre opere della nostra letteratura, diventa Romanzo della Conoscenza in epoca postmoderna.
EAN
9788833536996
Data pubblicazione
2021 11 25
Lingua
ita
Pagine
260
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
141
Larghezza (mm)
211
Spessore (mm)
19
Peso (gr)
295
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