I saggi raccolti in questo volume sono dedicati all'analisi, all'esegesi e allo scavo ermeneutico di una serie di testi lirici danteschi distribuiti in un arco cronologico che va all'incirca dal 1283 al 1304: dal primo componimento noto del poeta (un Dante giovanissimo e già innovatore) e da altre rime della 'Vita nuova' – tra cui il notevole “dittico del pianto” del cap. XXII – a una delle sue ultime canzoni, del tempo dell'esilio (la discussa canzone trilingue, di cui si propone, oltre alla datazione, un'inedita chiave di lettura). La grandezza e l'originalità del Dante “rimatore”, o meglio – per non appiattirlo sulla pletora dei rimatori del suo tempo – del Dante poeta lirico (certamente il maggiore del Medioevo europeo, prima di Petrarca, per la sapienza e la varietà linguistica non meno che per il senso di ardore, genuinità e inquieta sincerità che i suoi componimenti, anche i più elaborati, ispirano), sono ormai sempre più riconosciute e valorizzate, e anche il presente libro si propone di ribadirlo, puntando però, più che su panoramiche storico-critiche ad ampio raggio, sull'individuazione e l'esplicazione di problemi specifici e puntuali.
EAN
9788833593449
Data pubblicazione
2021 06 01
Lingua
ita
Pagine
374
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
600
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