Così titola il giornale socialista Vita Nuova prima delle elezioni politiche. In questa frase ci sono tutte le attese e le velleità del cosiddetto "Biennio rosso" (1919- 1920): due anni in cui si crede che il popolo debba essere ricompensato per i sacrifici subiti durante la Prima guerra mondiale e che ci siano le condizioni per cambiare il mondo. Per molti la rivoluzione russa diventa il modello da seguire, per altri è necessaria una battaglia quotidiana per aumentare i poteri e i diritti delle classi lavoratrici, per altri ancora queste speranze vanno represse. Il libro ricostruisce gli avvenimenti di questi mesi tumultuosi in una piccola area del centro della Toscana (i comuni dell'empolese): dai ritardi nella smobilitazione dell'esercito, alla battaglia per il caroviveri, alla grande lotta dei mezzadri e dei terrazzieri, agli scioperi per gli aumenti salariali e per la giornata di otto ore. Fino ai primi scioperi politici e contro gli eccidi che stanno insanguinando l'Italia. È un viaggio dentro i sentimenti di rabbia, speranza, violenza e attesa di persone che vogliono crearsi una nuova prospettiva di vita.
EAN
9788833636924
Data pubblicazione
2025 08 25
Lingua
ita
Pagine
198
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
228
Larghezza (mm)
152
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Rivoluzionari e reazionari. Il Biennio rosso nell'empolese—