Da che parte si schiera la semiotica – la scienza dei sistemi e dei processi di produzione del «senso» – nella dialettica tra comprensione e spiegazione nelle scienze sociali, e in particolare nel settore degli studi politici? Chi può servirsi con maggior profitto dei suoi strumenti, la scuola razionalista o quella ermeneutica? Non si può piuttosto affermare che essa consente di eludere alcuni dei dilemmi e delle impasse di questo antico dibattito, spostando l’angolo prospettico e modificando almeno in parte i temini della questione? Il saggio affronta questi problemi dal punto di vista di una possibile fondazione delle categorie della politica dentro e attraverso i meccanismi di significazione, seguendo la strada aperta, negli ultimi anni, da molti importanti contributi. Qual è il luogo di innesto tra concetti politici e sistemi di segni? Esiste una solidarietà profonda tra segno e potere, un radicamento del potere nei meccanismi di significazione, ma anche una collocazione del segno in una «realtà esterna» fatta di relazioni di potere, che si rivela a partire dalla natura stessa dei segni.
EAN
9788833690933
Data pubblicazione
2020 06 30
Lingua
ita
Pagine
188
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
148
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Segno, non-segno, potere. Ipotesi di lavoro su semiotica e politica—