Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Alla fine della guerra, in un piccolo borgo di pescatori alla foce del Magra, si consumò una vicenda quasi dimenticata. Da Fiumaretta, tra il 1945 e il 1948, presero il largo vecchie imbarcazioni riadattate nei cantieri di Porto Venere, cariche di profughi ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio. Una pagina di storia nascosta, appena accennata dai giornali dell’epoca, rivive in questo racconto che intreccia memoria e invenzione, dando voce a uomini e donne in cerca di futuro. Un romanzo che parla di partenze clandestine, di speranza e di resilienza, e che risuona con le tragedie e i conflitti del nostro presente.
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