La tutela giuridica del credito presenta oggi al suo interno una singolare dicotomia fra la prospettiva della relazione bilaterale fra creditore e debitore, caratteristica soprattutto dei rapporti "civili", concentrata sul rafforzamento degli strumenti a disposizione del titolare della pretesa, e quella della dimensione "collettiva", tipica dei rapporti economici, imperniati sull'attività di impresa esercitata dal debitore, ove al creditore si imputano rilevanti doveri ed oneri di cooperazione, strumentali alla regolazione della crisi, che paralizzano gli strumenti di tutela "classici". Nell'ambito di quest'ultima prospettiva il sistema manifesta altresì la sempre più decisa tendenza ad investire risorse in strumenti di autonomia negoziale, anziché giurisdizionali, anche talvolta "assistiti" dall'intervento di soggetti percepibili come indipendenti, che coadiuvano il debitore nel difficile processo di "ricostruzione" della fiducia persa. La dimensione "privatistica" di tali istituti tuttavia manifesta evidenti profili di attrito e di incompatibilità con la sfera della tutela degli interessi "alieni" dalla relazione bilaterale fra il creditore ed il debitore.
EAN
9788833798196
Data pubblicazione
2025 01 13
Lingua
ita
Pagine
296
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Peso (gr)
484
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Epifania della crisi del credito. Fra potere e soggezione—