Silvio D’Arzo – Silvio D’Arzo – al secolo, Ezio Comparoni – aveva una ossessione: quella di sparire. Onde gli innumeri pseudonimi, quasi il suo essere celasse un infermabile segreto. Un nulla, un silenzio. I quali appieno si soffondono per la locanda del Buon Corsiero, nonché per le righe interìte di cotesta sua sotie zeppa di settecenteschi tricorni, un tanto alla Stevenson. Ma se pure è vero che l’attitudine di D’Arzo si compendia in svelte, inarcate movenze e s’intesse a uno stile «che non potrebbe essere più letterario» (E. Turolla), sostenutissimo e verticale, sta epperò il fatto ch’egli è al contempo capace di increspature od indocilità. Di «silenziose eversioni dell’Arcadia» (M. Raffaeli). E a punto il Funambolo – il perturbante, fosforico ocello che macula e traversa (infondendole tremito) la vicenda del Buon Corsiero – di quelle silenziose eversioni è araldo. Indescrivibile come Mr. Hyde, spettrale come il Master di Ballentrae, rappresenta il nucleo oscuro di Silvio (o sia Ezio). Nucleo che, proprio restando nell’ombra, contagia al suo apparire – catturandoci in un’intima lontananza. Introduzione di Massimo Raffaeli.
EAN
9788833817286
Data pubblicazione
2025 10 14
Lingua
ita
Pagine
122
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
134
Spessore (mm)
7
Peso (gr)
136
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