Il caso del liceo “Ennio Quirino Visconti” di Roma assume caratteristiche paradigmatiche nel quadro generale dell’impatto delle “leggi razziali” sulla scuola italiana. Frequentato fin dalla sua fondazione nel 1870 da molti ebrei della comunità romana, finalmente emancipati, il liceo registrò nel 1938 un numero molto elevato di studenti espulsi, ben 58, oltre a una docente, come emerge dalla ricerca qui presentata. Archivi e memorie, in un continuo dialogo e confronto, sono le fonti per lo più inesplorate e inedite a cui ha attinto l’autrice per restituire nomi e identità agli ebrei espulsi. A un’attenta e originale ricostruzione storica dell’applicazione delle leggi razziali al settore educativo e della vita scolastica all’epoca del fascismo, si accompagna una considerevole raccolta di testimonianze dirette e familiari, che delineano con varietà di toni l’esperienza e la vita dei tanti ex studenti ebrei. Un’intera sezione è dedicata alla vicenda non nota ed emblematica di Maria Piazza, insegnante di Scienze al “Visconti”, ma anche stimata studiosa di Mineralogia e libera docente all’Università di Roma.
EAN
9788833832340
Data pubblicazione
2021 12 18
Lingua
ita
Pagine
442
Tipologia
Libro in brossura
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Scuola negata. Le leggi razziali del 1938 e il liceo «E. Q. Visconti»—