Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Una narrazione fluviale, avventurosa, brutale, comica, patetica; una vita piena di espedienti, di mezzucci, di furti, di eroismi da quattro soldi, di tradimenti, di generosità vere, di amori, di fughe, di galera, di notti all’addiaccio, di stamberghe malmesse. “Storie di ordinaria periferia” di Antonio Maria Logani ha per protagonista, più che il narratore Ernesto, la città di Roma: quella Roma degli anni ‘60 e ‘70 che tanti hanno conosciuto dai romanzi e dai film di Pasolini, e che Logani ci presenta con una vista dal basso: senza epicismi, senza romanticismi, senza estetizzazioni.
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