Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Tra catastrofismo e inni mistici, tra cyberpunk e realtà virtuali, la moda culturale di fine millennio avanza inesorabile. A quanti non vogliono perdersi nel labirinto della disinformazione e dei facili entusiasmi è dedicato questo saggio di Benjamin Woolley. Molto più che un gioco divertente (e inquietante) la realtà virtuale non è meno sfuggente di quella "reale" e c'è già chi è disposto a giurare su un radioso futuro "artificiale".
Dentro trovi soprattutto futuro possibile, tecnologia e società e distopia.
Può funzionare bene per chi ama la fantascienza e lettori curiosi di scenari futuri, con un tono facile e speculativo e un approccio facile.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.