Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Prendendo a prestito il titolo di un libro precedente dell'autrice, si potrebbe dire che nei "Padri lontani" (rievocazione autobiografica) si avverte "un leggero accento straniero" che sottrae il racconto a ogni concessione emotiva per restituirlo oggettivato nella precisione della distanza, del controllo prospettico. Sono dunque "lontani", ma per qualità di stile, la Lettonia dove la scrittrice è nata, il padre ebreo bello e misterioso "come un principe arabo", la madre colta ed elegante, severa con sé e con gli altri, e ancora la sorella, la nonna piemontese e la nuova famiglia che la Jarre si costruisce in Italia.
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