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Una donna di mezza età, emigrata a Parigi dopo la Rivoluzione, vive quasi in miseria e in assoluta solitudine in uno squallido appartamento. Non ama il marito, né è riamata dalla figlia. Scritto in forma di monologo interiore, questo breve romanzo è una severa autoanalisi di una donna. Ne viene fuori una spietata e cruda riflessione sulla condizione della donna che utilizza anche le allora recenti teorie freudiane sulla sessualità. Ma ciò che colpisce il lettore di oggi è la solitudine disperata della protagonista.
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