«Il conflitto politico decisivo, che governa ogni altro conflitto è, nella nostra cultura, quello fra l'animalità e l'umanità dell'uomo», così che «chiedersi in che modo – nell'uomo – l'uomo è stato separato dal nonuomo e l'animale dall'umano, è più urgente che prendere posizione sulle grandi questioni, sui cosiddetti valori e diritti umani». Un'urgenza che è sempre apparsa tale, almeno da quando la metafisica aristotelica definì il principio del vivente, ma che si manifesta con una crucialità nuova, indifferibile, proprio oggi, nel momento in cui è necessario mettere fuori gioco la potente «macchina antropologica» che nella tradizione occidentale ha articolato per secoli, con diversi dispositivi congiuntivi, il corpo e l'anima, la vita animale e il logos, il naturale e il soprannaturale, la tenebra e la luce. Sulla scorta di Heidegger, Agamben continua, da un altro punto di vista, la riflessione condotta nei libri precedenti intorno al concetto di vita, e si interroga sulla soglia critica che produce l'umano, che distingue e insieme approssima umanità e animalità dell'uomo, decidendo «ogni volta e in ogni individuo dell'umano e dell'animale, della natura e della storia, della vita e della morte».
EAN
9788833913728
Data pubblicazione
2002 03 01
Lingua
ita
Pagine
99
Edizione
8
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
1150
Larghezza (mm)
1950
Spessore (mm)
100
Peso (gr)
300
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