Come poteva un rispettabile gentleman britannico, educato a Cambridge, affermare nel 1839 che gli antenati dell'uomo sono dei molluschi acefali ed ermafroditi? Preoccupato per le possibili conseguenze della divulgazione e del fraintendimento delle sue idee, Darwin cercò per circa vent'anni di minimizzarle e occultarle. In effetti, quando nel 1859 diventò pubblica, la sua teoria venne strumentalizzata in chiave "politica"; denunciata dagli anglicani come falsa, atea e materialista, fu invece sostenuta dagli ambienti radicali e progressisti, anche se pochi ne capirono davvero il significato e la portata. Ma alla fine Darwin riuscì a spezzare il cerchio, facendo dell'evoluzione una teoria accettabile, e la sua scienza divenne uno dei pilastri del liberalismo tardo-vittoriano. Questa monumentale biografia, frutto di un eccezionale lavoro di ricerca d'archivio, presenta Darwin come un prodotto del suo tempo: dipinge "un uomo che si trova a lottare con l'immensità di una società sull'orlo di trasformazioni e riforme"; spiega come e perché giunse alla sua teoria e quale fu il vero ruolo di questo ironico e ambiguo naturalista che forse più di Marx e di Freud ha trasformato il modo in cui l'uomo vede se stesso.
EAN
9788833919683
Data pubblicazione
2009 03 26
Lingua
ita
Pagine
927
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
195
Larghezza (mm)
133
Spessore (mm)
42
Peso (gr)
769
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