La crisi finanziaria è in rapida evoluzione o, meglio, in rapida involuzione. Banche centrali di ispirazione diversa decidono di agire di concerto, per poi scoprire di avere inciso ben poco. "Piani" e interventi di salvataggio si susseguono, cambiando, in corso di attuazione, dimensioni e filosofia. Si naviga a vista, cercando di affrontare al meglio ogni singola tempesta che si incontra sulla propria rotta, peraltro tutt'altro che definita. Nel frattempo l'impatto della crisi finanziaria sull'economia reale si fa ogni giorno più preoccupante. L'insostenibilità sociale del liberismo era purtroppo nota. Quella economica ci ha sicuramente sorpreso, quanto meno per la sua gravità. Il pesante deterioramento dell'economia ci offre l'occasione per ridiscutere l'odierno modello di sviluppo ed evidenziarne le contraddizioni. Un capitalismo più equo, ambientalmente sostenibile e meno instabile è sicuramente possibile. L'abbiamo chiamato "capitalismo associativo", intendendo con questo una "riforma dal basso" che scommette sulla "società" come protagonista fondamentale in quanto soggetto in grado di produrre ma anche di ridistribuire ricchezza. Per quanto riguarda l'ambito finanziario, non si tratta solo di "regolare" la finanza. L'obiettivo più impegnativo e lungimirante è quello di "democratizzare" la finanza, che è la via maestra da seguire per riformare il capitalismo.
EAN
9788833919805
Data pubblicazione
2009 05 14
Lingua
ita
Pagine
113
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
120
Larghezza (mm)
200
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
150
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