La cucina del sacrificio in terra greca

«La cucina è politica». Non è uno slogan a ricalco di più note parole d'ordine. Anzi, rispetto ad esse può invocare a pieno titolo la primogenitura: dall'alba della nostra civiltà, e per una decina di secoli, un rituale che in terra greca aveva a che fare con l'alimentazione perimetrò addirittura i confini dell'umano, inscrivendosi nel cuore stesso dello spazio politico, ossia nella vita pulsante della polis. Si tratta del sacrificio cruento degli animali domestici – buoi, pecore, capre, maiali –, i soli commestibili per il bestiario di allora. Seconda la liturgia celebrata da un macellatore-cuoco-sacrificatore, di cui si sono conservate le sequenze nella pittura vascolare, dopo la cremazione aromatica delle ossa, parti imputrescibili della vittima riservate agli dèi, e l'arrostitura dei visceri destinati a una ristretta cerchia di officianti e dignitari, le carni bollite venivano distribuite equamente tra i commensali, i cittadini maschi unici detentori dei diritti politici. Entro questo codice cerimoniale che, con poche, significative eccezioni come le Tesmoforie, proibiva alle donne l'uccisione rituale e le relegava ai margini del pasto sacrificale, si consumava ogni atto pubblico di rilievo, tanto che si riteneva sufficiente, per fondare una colonia, portare con sé dalla madrepatria uno spiedo e un pentolone con il fuoco. Proprio quel fuoco che il Prometeo del mito esiodeo aveva sottratto al cielo, e senza il quale agli umani sarebbero stati negati al contempo il cibo e la possibilità di costituire una società. Se oggi decifriamo l'architettura religiosa e civile del sacrificio nella grecità, lo dobbiamo agli scandagli transdisciplinari della scuola francese di antichistica, qui rappresentata da due maestri, Marcel Detienne e Jean-Pierre Vernant, e da altri grandi studiosi che, insieme, offrono uno dei migliori contributi alla conoscenza di una questione nodale. In mancanza di formulazioni esplicite tramandate, sono riusciti anche a ricostruirla per differenza, attraverso le dottrine e le pratiche dissidenti di chi non si riconosceva nell'ordine culinario della polis, dagli orfici e pitagorici vegetariani ai seguaci di Dioniso, che sbranavano crudi gli animali selvatici.

EAN

9788833925929

Data pubblicazione

2014 08 28

Lingua

ita

Pagine

269

Edizione

2

Tipologia

Libro rilegato

Altezza (mm)

160

Larghezza (mm)

227

Spessore (mm)

30

Peso (gr)

300

Come si presenta questo libro

Idee e preparazioni da usare davvero in cucina

Il libro è orientato soprattutto all’uso pratico in cucina: ricette, idee e organizzazione dei contenuti contano più di un taglio teorico.

Cosa trovi dentro

Dentro trovi soprattutto ricette, tecniche di cucina e ingredienti.

Perché può piacerti

Può funzionare bene per studenti e chi ama cucinare, con un tono pratico e invitante.

Ideale per
Ideale per chi ama cucinare

È adatto a chi vuole usare davvero il libro in cucina, trovare idee, scegliere preparazioni e passare rapidamente dal leggere al fare.

Product Information

Shipping & Returns

Edizione
Acquisto
From €27.00
La cucina del sacrificio in terra greca
€27.00