Le autobiografie solitamente appartengono a uno di due tipi, a seconda che l’obiettivo principale dell’autore sia ‘storico’ o psicologico’. Bion opta senz’altro per entrambi i tipi, ma la sua scelta è motivata esclusivamente da criteri scientifici. L’obiettivo che Bion si pone, infatti, è nientemeno che la verità, e la verità, per uno psicoanalista, è innanzitutto la verità psicoanalitica, per ottenere la quale non ha alcuna rilevanza che i ‘fatti’ della memoria corrispondano a fatti oggettivi. Vuol dire allora che Bion ci dovrà proporre una ricostruzione del suo sviluppo interiore attuata applicando gli strumenti della psicoanalisi su un soggetto che è lui stesso? Che ci darà un’autoanalisi per autobiografia? Niente affatto. Bion, coerentemente con i suoi intenti, racconta dunque dei fatti oggettivi (e che fatti! La realtà dell’India coloniale, i valori dell’Inghilterra tardo-vittoriana, la prima guerra mondiale) ma, avverte, quei ‘fatti’ vanno presi solo come ‘memorie’, di cui uno psicoanalista conosce bene la dimensione fantasmatica. E tuttavia, la verità psicoanalitica stessa non verrà mai narrata nei suoi termini, ma solo attraverso quei fatti!
EAN
9788834008508
Data pubblicazione
1986 03 05
Lingua
ita
Pagine
308
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
150
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
19
Peso (gr)
444
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