Sekkei Harada è un maestro infaticabile del Dharma. Convinto che il bisogno di conoscere se stessi non è proprio di una singola cultura e società, ma universale a ogni uomo ed estremamente pressante in questa epoca, ha insegnato per anni in oriente e occidente, esercitando una grande influenza su generazioni di studenti. Questo libro, la traduzione di un testo giunto ormai alla sua quinta ristampa, rispecchia fedelmente il suo pensiero e la grande semplicità ed efficacia della pratica zen. Dopo un primo capitolo in cui traduce e commenta il famoso Fukan-zazengi di Dogen, testo basilare della scuola zen Soto, il grande maestro contemporaneo Harada trae spunto dalle fonti più disparate (gli antichi aneddoti zen, il teatro No, l'arte della calligrafia, la cerimonia del tè, come pure semplici eventi quotidiani), per sfondare le barriere erette dall'io e risvegliare una percezione diversa del proprio essere e della realtà. Con grande abilità illustra i vantaggi e i pericoli delle varie tecniche applicate nello zen, lo shikantaza, la meditazione sui koan e la concentrazione sul respiro, e mette in guardia dalla 'malattia dello zen': accontentarsi di una comprensione puramente intellettuale, insufficiente a vincere l'illusione dell'io, o aggrapparsi a una visione errata della pratica. Non ultimo pregio di questo libro è lo stile d'insegnamento estremamente concreto e lucido del maestro Harada, che rende questi discorsi particolarmente adatti anche ai praticanti alle prime armi.
EAN
9788834015988
Data pubblicazione
2011 05 05
Lingua
ita
Pagine
176
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
150
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
267
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