Questo volume tratta in particolar modo del desiderio virtuoso e del ruolo positivo che le passioni e le emozioni svolgono nella visione aristotelica quando sono trasformate, a seguito di una scelta consapevole, nelle virtù del carattere, e quindi correlate da un lato con la sensibilità e l'immaginazione, dall'altro con l'intelletto e la ragion pratica. Si tratta pertanto di un'indagine che fa da complemento alla dottrina della prudenza dello Stagirita, ed esplicita quelle componenti fondamentali della "intelligenza emozionale", che portano Aristotele ad affermare, parafrasando Protagora, che l'uomo prudente e virtuoso è la misura adeguata del bene morale: in lui l'apparenza del bene coincide con la sua verità. Scopo di tale lavoro rimane prima di tutto la formulazione della teoria dell'esperienza pratica di Aristotele e delle sue relazioni con l'intera epistemologia del filosofo; con l'intento anche di comprendere in controluce la fecondità di questo schema cognitivo nel pensiero successivo, da S. Tommaso a Kant, da Vico alla fenomenologia, fino alle più recenti correnti della psicologia cognitiva.
EAN
9788834300718
Data pubblicazione
1998 05 01
Lingua
ita
Pagine
360
Tipologia
Libro
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L'aporia del bene apparente. Le dimensioni cognitive delle virtù morali in Aristotele—