Gli economisti hanno da sempre distinto il prezzo corrente di mercato, ossia quanto costa comprare una merce, dal suo valore, che è quanto costa invece produrla. Ma come si determina il valore? Il libro ricostruisce la genesi dell'idea del valore negli economisti pre-classici (Petty, Cantillon e Quesnay) per passare poi alla sua formulazione compiuta come teoria del valore-lavoro in Adam Smith e David Ricardo. Ed il profitto dei capitalisti non è altro che il pluslavoro dei salariati - è stata la scandalosa postilla di Karl Marx, che però ha dovuto ammettere che la solidità della relazione valore-lavoro entra in sofferenza non appena nella produzione subentra anche un solo bene-capitale. E che sofferenza, se Piero Sraffa ha potuto infine dimostrare che in questo caso non è più possibile ricondurre senza residui il valore della merce al lavoro (sia di ieri che di oggi) che è servito per produrla! Che con Sraffa la teoria del valore-lavoro tocchi perciò il suo termine? Niente affatto, perché proprio a partire dalla lezione sraffiana può ripartirne la conferma come teoria del neovalore-lavoro "vivo", così che il profitto torna ad essere pluslavoro e perfino il saggio del profitto ritrova la propria "legge" di caduta al crescere dell'accumulazione purché riferita al saggio "massimo" invece che al saggio generale.
EAN
9788834800720
Data pubblicazione
2011 05 01
Lingua
ita
Pagine
127
Tipologia
Libro in brossura
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