La laicità, tornata ancora una volta al centro dei dibattiti politici e filosofici, viene oggi intesa per lo più come un principio che implica, sul piano politico, l'irrilevanza pubblica dell'esperienza religiosa, e sul piano giuridico la ricerca di un diritto il cui fondamento si esaurisca entro lo spazio delineato dall'accordo tra i soggetti, e che rifiuti il riferimento ad ogni dimensione di valore precedente al diritto stesso, e dunque vincolante e fondante per esso. Tuttavia, da un lato si osserva con sempre maggiore evidenza quanto sia vano pretendere che i soggetti suddividano la propria identità in quote pubbliche e quote private, e che rinuncino ad agire sulla scena pubblica anche come individui religiosamente orientati; e dall'altro, la ricerca di un diritto assiologicamente neutrale si rivela non solo autocontraddittoria, ma tale da ridurre le scelte normative al semplice esito di procedure incapaci di gestire la complessità delle nostre società. La laicità allora - e tale è l'ambizione del presente lavoro - va meglio compresa in modo da renderla compatibile con una ricerca pubblica e cooperativa del bene, con la compresenza di più comunità religiosamente qualificate, e con scelte normative il cui contenuto non sia dettato unicamente dalla forza dei numeri o dalle pressioni dell'economia, ma da un attento apprezzamento dei valori inevitabilmente in gioco.
EAN
9788834876237
Data pubblicazione
2007 11 01
Lingua
ita
Pagine
195
Tipologia
Libro in brossura
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