Il diritto può dirsi un sistema, ossia un insieme strutturato e ordinato di norme? E, nel caso in cui si risponda in modo affermativo a questo primo interrogativo, in che senso può dirsi tale? Il presente volume si propone di vagliare alcune delle risposte che la teoria del diritto del novecento ha offerto a tali interrogativi e di dimostrare come molte di queste risposte non siano altro che degli esercizi di "metafisica degli ordinamenti giuridici", che possono essere confutati mediante una semplice disamina empirica dei materiali giuridici positivi. Ne deriva, di conseguenza, la necessità di riformulare la questione della pretesa sistematicità del diritto come una tesi di analisi metadogmatica, d'investigazione empirica sui discorsi della dottrina. Tale riformulazione richiede, d'altra parte, la costruzione di un modello capace di dare conto delle molteplici operazioni realizzate dai giuristi nel sistemare i materiali giuridici, e delle scelte ampiamente discrezionali che si accompagnano a ciascuna di queste operazioni. La tesi principale di questo lavoro, di evidente matrice giusrealista, è che la dottrina, in quanto produttrice di sistemazioni, più o meno ampie, dei materiali giuridici, è fonte del diritto. Il "sistema" del diritto, lungi dal presentarsi ai giuristi come un dato oggettivo e preesistente, costituisce una variabile dipendente della loro complessa opera di interpretazione e sistemazione dei documenti normativi.
EAN
9788834884003
Data pubblicazione
2008 05 01
Lingua
ita
Pagine
375
Tipologia
Libro in brossura
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