Questo volumetto nasce da alcune considerazioni sull'apprendere contemporaneo: gran parte del sapere è costituito da formulazioni recepite passivamente e rafforzate da associazioni suggestive. Anche l'università, sedotta dal festoso masochismo di accodarsi al banale, ha sposato l'approccio: più "frontalità" (che sviluppa l'udito a scapito dell'autonomia formativa), più parole nei corsi, più pagine dei manuali. Ma ne escono persone destinate a saper fare qualche cosa? Viene in mente un pensiero che piaceva a Giambattista Vico: "verum ipsum factum": in una delle sue implicazioni, "Il sapere vero è quello che si fonda nell'aver fatto". Traendone un corollario, occorre valorizzare il momento delle abilità: non quelle meschine del praticonzolo; ma quelle alte, in cui teoria e prassi si valorizzano dialetticamente (cosa utile anche per chi si occupa di diritto!).
EAN
9788834884911
Data pubblicazione
2009 10 01
Lingua
ita
Pagine
126
Tipologia
Libro in brossura
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