Lo statuto proprio (e, quindi, "naturale") delle discipline storiche nelle Facoltà giuridiche appare di per sé abbastanza chiaro: al futuro giurista la storia si deve insegnare, non per erudirlo su precedenti apparentemente "ghiotti" e in realtà (almeno per lui) insignificanti, ma per renderlo capace di scoprire tutto il complesso patrimonio genetico dell'ordine giuridico nel quale sarà chiamato a svolgere la sua funzione d'interprete: per mettergli, si direbbe, una salutare pulce nell'orecchio che gl'insegni a far bene il suo non facilissimo mestiere. E solamente a questo voglion servire i libri che si pubblicano in questa collana. Riccardo Ferrante ha scelto di parlare coi suoi studenti di codificazione, prendendo le mosse da un riesame attento dei recenti e recentissimi dibattiti che intorno al codice (e, più ancora, all'idea di codice) si sono avuti. Questa premessa gli ha consentito di mantener ferma la prospettiva del rapporto tra codificazione e scienza giuridica come asse portante di tutto il suo discorso: quando ha ragionato della grande stagione codificatoria nella Francia napoleonica e poi dell'Italia (durante e dopo le molte e diverse "recezioni" del Code civil), dell'autonomizzazione del diritto marittimo all'interno dell'iter formativo della codificazione commerciale, per addentrarsi infine nell'esame dei rapporti tra cultura giuridica e processo di codificazione in due vicende particolarmente significative (quelle di Trieste e di Genova).
EAN
9788834887851
Data pubblicazione
2008 12 01
Lingua
ita
Pagine
295
Tipologia
Libro in brossura
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