Questo scarno libretto dice subito ciò che l'autore vuole che sia detto. Sin dalle prime righe ne è enunciato il filo conduttore: l'idea, anzi, per motivi etico-sociali, l'esigenza, di predicibilità del diritto. Come dire, la necessità di un scrittura delle regole che consenta, nei limiti del possibile, una sicura guida dell'azione: il diritto strutturalmente non identificabile con il comando diventa, in quanto realizzazione nei fatti di giustizia retributiva, comando. Su questa via si guarda all'istituto della capacità di intendere e di volere in diritto penale: certamente per quello che in proposito è espressamente sancito, andando però oltre il dictum. La ricognizione del reale non sembra sufficiente quando il reale non detta alla condotta tutti i canoni di riferimento: nel caso nostro più che alla condotta dei destinatari, alla condotta di quella particolare fascia di interpreti che sono i giudici. Con l'avvertenza che non si propongono soluzioni di merito; si formula solo l'istanza che l'ordinamento fornisca soluzioni "pubbliche" e, quindi, oggettive, sottraendo il discorso al privato, spesso quanto mai pregevole, ma sempre soggettivo.
EAN
9788834888575
Data pubblicazione
2013 09 01
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
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Appunti di diritto penale. Vol. 5: L'imputabilità—