Se è vero che Tolstoj si è rivelato l’autore russo più amato da Grazia Deledda, è altrettanto vero che lo spirito dostoevskiano emerge in numerosi passi di alcune fra le sue opere più note. Per Deledda, così come per Dostoevskij, gli uomini e le donne nascono nel libero arbitrio, possono scegliere tra il bene e il male, possono decidere di ribellarsi, correndo così il rischio di cadere verso l’abisso del peccato. Tuttavia, se Dostoevskij offre una carnevalesca via di rinascita, possibile proprio in virtù dell’idea di libertà, Deledda racconta l’impossibilità di un analogo percorso per chi, come i suoi protagonisti, appare imprigionato in una realtà culturale immobile come quella sarda del tempo. Così, nel romanzo Elias Portolu, il concetto di libertà risulta la macrocategoria storico-culturale alla luce della quale poter leggere tutte le altre. L’opera diventa fulcro della seconda parte del volume, dedicata alla sua traduzione in lingua russa e, in particolare, alle criticità emerse in relazione alla complessa lingua deleddiana, frutto ibrido di italiano e sardo.
EAN
9788835146391
Data pubblicazione
2023 03 08
Lingua
ita
Pagine
144
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
230
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Grazia Deledda e la Russia. Riflessioni letterarie e linguistiche sulla traduzione russa di Elias Portolu—