Se nessuno dubita che il diritto abbia alimentato l’immaginario cinematografico ispirando film e serie televisive che hanno segnato profondamente la cultura dei giuristi e della pubblica opinione, in pochi si sono accorti di come anche il discorso giuridico si sia lasciato contaminare dal lessico e dall’estetica del linguaggio filmico. Ricostruendo l’archeologia e la genealogia di termini come ‘dispositivo’, ‘spettatore’ e ‘montaggio’, che provengono dal linguaggio e dalla teoria filmica ma che, da qualche decennio, sono migrati nel vocabolario di alcune teorie del diritto, il volume intende mostrare come il cinema non sia soltanto uno dei più potenti metalinguaggi per raccontare il variegato universo della normatività, ma sia diventato anche un linguaggio prezioso per immaginare nuovi modelli di costruzione dell’ordine sociale. Seguendo il percorso inaugurato dal precedente volume "Barocco giuridico. Osservatori, osservanti, spettatori" (2017), di cui queste pagine sono un’ideale prosecuzione, la ricerca costituisce una breve introduzione ad una possibile teoria cinematografica del diritto: un invito non solo a leggere il diritto attraverso il cinema, ma a ripensare cinematograficamente il discorso giuridico con l’ambizione di scorgere nuovi paesaggi teorici e concettuali, oltre la crisi delle forme del discorso normativo del Novecento.
EAN
9788835146612
Data pubblicazione
2023 06 21
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
254
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Cinema e risemantizzazione del diritto. Dispositivi, spettatori, montaggi—