Interrogando fonti diverse e seguendo in parallelo la storia del PCI, il libro ripercorre la storia dell’«Unità» a partire dalla lettera sulla sua fondazione, che Gramsci scrive da Mosca nel settembre del ’23. Non un giornale di partito, chiuso, settario, carbonaro: quello a cui pensa Gramsci dovrà essere il giornale di un partito di massa. Dovrà essere un giornale «nazionale» e «popolare». Negli anni della clandestinità questo programma sarà vero però solo in parte: il giornale non riuscirà a sciogliere la contraddizione fra la sua originaria ispirazione e la dura realtà del giornaletto illegale, che persegue il sogno illusorio della rivoluzione. Nell’età dei fronti popolari e durante la guerra di Spagna, prima che il «Grande terrore» staliniano imponga il diktat di Mosca al partito italiano e al suo giornale, «l’Unità» si apre ai giovani, ai cattolici, a tutti gli ambienti antifascisti, riprendendo la sua vocazione nazionalpopolare. Chi faceva «l’Unità»? Chi erano i suoi lettori? (...).
EAN
9788836131211
Data pubblicazione
2021 01 01
Lingua
ita
Pagine
344
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
18
Peso (gr)
463
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«l'Unità». 1924-1939: un giornale «nazionale» e «popolare»—