Nato da un costante dialogo con l' insegnamento di Carlo Sini e posto a confronto con l'eredità di Husserl, Heidegger e Derrida, il testo si interroga sulla proposta di un'etica della scrittura come prassi alternativa alla metafisica. Quale strategia di scrittura ci hanno consegnato Socrate e Platone? Qual è la temporalità dell'interpretazione? È proprio sul terreno dell'istante che il tempo mostra il suo difficile legame con la scrittura. Lo scorrere del tempo che tormenta l'Occidente è perfettamente parallelo allo scorrere lineare ed irreversibile della scrittura alfabetica. Nondimeno, la scrittura non può scrivere l'istante, non può farne esperienza. Sappiamo di viverlo, ma la consapevolezza di averlo vissuto ci raggiunge con lo stesso ritardo della civetta al crepuscolo. Nell'esistenza privata il sapere dell'istante è già sempre orlato di oblio. Nell'esistenza pubblica è già sempre segno di una storia, di un monumento, forse di una rovina. Platone, Aristotele, Plotino, Agostino, sono gli antichi custodi di queste rovine. Ma è in epoca moderna con Nietzsche, Heidegger, Benjamin, Bloch, Michelstaedter, che l'istante si è legato sempre più strettamente all'etica della decisione. Per questo l'etica dell'istante consiste nel lasciarlo passare e nel lasciarlo ritornare, senza illudersi di edificare utopie sul suo abissale fondamento.
EAN
9788836300631
Data pubblicazione
1995 01 01
Lingua
ita
Pagine
248
Tipologia
Libro
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