La storia della conoscenza non è lineare, avanza come una marea, oscillando tra intuizioni e lacune, conquiste e misteri irrisolti. Sapere di non sapere può essere un viaggio entusiasmante. Quella dell’ignoranza è un’avventura coinvolgente, fatta di intuizioni folgoranti e spettacolari malintesi, perché la visione di un’epoca si forma nelle zone d’ombra più che nei saperi già acquisiti, nei vuoti, nelle incertezze, nelle possibilità lasciate aperte dall’ignoto. Il terremoto di Lisbona del 1755 segna una frattura profonda nella rappresentazione del mondo. Scardina l’idea di un ordine naturale perpetuo e divino, aprendo la strada a nuove ipotesi, più disincantate ma ancora incerte, sull’origine dei fenomeni naturali. Tra fine Settecento e primo Ottocento le nozioni sulla crosta terrestre, sui vulcani, sui ghiacciai, sui meteoriti e sull’atmosfera restano frammentarie, spesso basate su osservazioni isolate o interpretazioni errate. La Terra è al centro di un’intensa attività speculativa, ma i dati concreti sono pochi e spesso contraddittori. Ancora all’alba del Novecento molte aree del pianeta – dai fondali oceanici ai ghiacci polari, fino al sottosuolo – restano largamente inesplorate e circondate da congetture. L’ignoto domina, e spesso sorprende più del noto. La storia dell’ignoranza è fatta di errori, abbagli clamorosi, ipotesi ardite o stravaganti, ma capaci di suscitare stupore. Quello descritto da Alain Corbin è uno scenario dove il non sapere diventa il formidabile motore della curiosità umana, in grado di risvegliare la sete di conoscenza e trasformare le visioni del mondo più radicate.
EAN
9788836584093
Data pubblicazione
2025 06 20
Lingua
ita
Pagine
276
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
212
Larghezza (mm)
142
Spessore (mm)
22
Peso (gr)
340
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