Un libro che lavora molto sul piano visivo
“L’apparenza di ciò che non si vede” è una topografia di dialoghi, una campionatura di molteplici letture teoriche dell’opera del fotografo Armin Linke. Aprendo il suo archivio fotografico, un corpus di alcune migliaia di immagini, a studiosi/e di varie parti del mondo e di diversi campi disciplinari, e invitandoli a sceglierne alcune e a commentarle, Linke interroga il concetto stesso di archivio e lo statuto della fotografia nel mondo contemporaneo. Le immagini sono state selezionate da Ariella Azoulay, Lorraine Daston, Franco Farinelli, Bruno Latour, Peter Weibel, Mark Wigley e Jan Zalasiewicz.
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