Una lettura da vivere pagina dopo pagina
La riconfigurazione degli oggetti, la riappropriazione dei luoghi da parte del popolo e l’individualità dell’artista — che si manifesta attraverso la potenza evocativa di un sogno fantastico — sono le parti del discorso con cui Ardian Isufi mette in scena un percorso che si snoda tra la storia e le utopie di vario segno. La storia viene ripercorsa, e l’ottovolante che l’attraversa — tra dominazioni ideologiche e conflitti senza continuità — proviene dalla storia stessa. Dopo il terrore nascono i sogni, in società aperte, al netto di progetti megalomaniaci. Si sale e si scende, a folle velocità.
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